Violenza a Tumaco, Colombia

Almeno sette agricoltori sono stati uccisi dalla polizia all'inizio di ottobre durante una dimostrazione di piccoli agricoltori a Tumaco, in Colombia. Comundo condanna questa uccisione. In collaborazione con altre organizzazioni, sta cercando di esercitare pressioni sul governo per garantire la sicurezza e la partecipazione della società civile, condizioni indispensabili per l'attuazione dell'accordo di pace.

 

Il 5 ottobre scorso, un migliaio di piccoli agricoltori hanno manifestato a Tumaco contro la eliminazione forzata delle piantagioni di coca, che significherebbe la perdita della loro fonte di sostentamento. La polizia colombiana ha soppresso violentemente la manifestazione aprendo fuoco sui partecipanti. Almeno sette persone sono state uccise e 20 sono rimaste ferite. «La regione di Tumaco è la più grande zona di coltivazione di coca nel paese - afferma Mirjam Kalt, coordinatrice di COMUNDO in Colombia -. Nell’ambito dell'accordo di pace, lo Stato ha previsto dei programmi di sostituzione delle coltivazioni illegali per i produttori di coca, ma in molti casi le piante sono state semplicemente estirpate senza realizzare effettivamente i programmi. Gli agricoltori hanno così spesso perso tutto il loro reddito».
 
Difensori dei diritti umani
Pochi giorni dopo gli eventi, una commissione di rappresentanti delle organizzazioni locali e internazionali ha voluto visitare la regione per indagare sulle circostanze dell'uccisione. Questi ultimi sono stati minacciati dalle forze dell’ordine e si sono persino sparati dei colpi di arma da fuoco. Per Mirjam Kalt, la situazione è preoccupante: «È grave notare che le organizzazioni internazionali, religiose o statali non possono effettuare visite di verifica. Senza di loro, sarebbe impossibile garantire la corretta attuazione dell'accordo di pace». Uno dei membri della Commissione d'inchiesta è la diocesi di Tumaco, organizzazione partner di Comundo in Colombia. Comundo continua a supportare le comunità indigene nella regione, nonostante i rischi e le difficoltà. Lo fa attraverso le due cooperanti Ulrike Purrer e Yvonne Massoth, attive per la promozione della pace e la difesa dei diritti umani.
 
Nessuna pace senza sicurezza
Per Myriam Kalt vi è ora una urgente necessità di presenza e di controllo internazionali nelle aree più controverse per l’attuazione del processo di pace. In questo contesto, Comundo sta collaborando con altre organizzazioni per aumentare la pressione sul governo colombiano per prevenire attacchi violenti sulla popolazione civile. «La società civile deve poter contare sulle forze dell'ordine, altrimenti è difficile parlare di una pace duratura», spiega Mirjam Kalt. Il problema delle droghe richiede una soluzione completa e non è stato risolto con l'accordo di pace, perché molti attori stanno combattendo per occupare il terreno.
 
I progetti di Comundo in Colombia

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